mercoledì 29 settembre 2010

Sentiero di Pietra Murata

Domenica, visto il tempo incerto e le temperature calate bruscamente per fare il bagno al mare, abbiamo deciso di scarpinare un pò per sentieri, ci siamo diretti per questo di Pietra Murata. Qui all'Elba esiste una fitta rete di camminamenti adatta per i più esperti di trekking ma anche per chi come noi vuole semplicemte immergersi in un ambiente tranquillo, godendo di paesaggi meravigliosi...non solo, è possibile con un pò di fortuna fare anche qualche piacevole incontro con gli abitanti di questi ambienti....




Per accedere a questo sentiero bisogna prendere la strada che dal paese di S.Ilario (nel comune di Marina di Campo) sale verso la torre di San Giovanni in direzione del monte Perone e dalla torre salire per circa 200 metri, sulla sinistra si trova gia il primo tabellone del Parco con la segnalazione di questo....


Non credevamo di essere molto alti ( circa 600m. s.l.m) ma sufficientemente per godere di panorami dei due versanti elbani, quello nord e quello sud....



ci sentivamo osservati e seguiti...e in effetti una giovane famigliola di mufloni ci ha accompagnato per il tratto nel bosco.....







da questo punto il bosco era terminato e si apriva una vasta zona aperta dalla quale si riusciva a vedere molto bene l'isola di Pianosa.







Per alcuni versi mi è sembrato di trovare cenni di tutte e quattro le stagioni....ciclamini, more, piccole raganelle e fiori che ricordavano la lavanda.


....funghi, funghi e funghi ovunque e tra poco ci saranno anche le castagne.....



....peccato la signorina dopo poco reclamava il rientro alla civiltà....è in un'età in cui non sempre è facile coinvolgerla nei nostri programmi domenicali....


mercoledì 22 settembre 2010

Hexagon fever

E' proprio così.....chi tra le quilter non è stata mai contagiata dalla "febbre degli esagoni"?!...alzi la mano chi ne è immune....io no!
Piccole sagome di carta a forma di esagono...rivestite da un tessuto e cucite insieme come un alveare...questa tecnica comporrebbe quello che poi si chiama "Il giardino della nonna"....tradizionalmente esistono dei quilt strepitosi....nei ritagli di tempo ne ho confezionati già a decine e decine ma onestamente non ero molto convinta sull'assemblaggio finale....forse i disegni al termine del lavoro rimanevano troppo convenzionali o forse non riuscivo a trovare un fondo con cui legare tutti i colori....anche perchè questa tecnica permette di recuperare tutti gli avanzi di stoffe di altri lavori, che diversamente e difficilmente potrebbero trovare impiego...


Eccoli....sagome tagliate e spillate su un tessuto, a sua volta ritagliato a circa 0,5 cm dal bordo di carta, i lati verrano ripiegati e "filzati" tra loro in modo da poter poi togliere lo spillo e poter unire così l'esagono ad un altro e così via.......ma un giorno di settembre dello scorso anno, durante un viaggio per una fiera patchwork in Val d'Argent, eccomi "fulminata" da una ragazza straordinaria che stava proprio lavorando con questa "febbre", Silvia che io chiamo Silvia d'Arezzo....la sua composizione era casuale proprio come in un giardino; d'altra parte se non seminati, i fiori spontanei, nascono qua e là senza un rigore convenzionale...il fondo verde...un prato è verde no?...con punti in ombra, punti in cui l'erba è più chiara....da allora colleziono tessuti di vari tipi di verde...e poi amando le ortensie decisi di trovare tessuti nelle varie tinte di questi fiori straordinari.


E' un lavoro piuttosto lungo ma non mi sono data una scadenza...quando la sera trovo un pò di tempo, specie in inverno, mi faccio assalire da questa febbre che in fondo mi piace!




sabato 11 settembre 2010

Atarashii







Durante il corso di patchwork avanzato di Anna Diversi abbiamo appreso la tecnica dell'Atarashii, una tecnica patchwork giapponese che prevede la formazione di formelle quadrate,triangolari o a cerchio quasi interamente realizzate a mano; la diversità dal patchwork tradizionale sta nel quiltare una formella per volta già nei tre strati (sopra,imbottitura e retro) quindi una volta ottenute il numero di formelle desiderato, a seconda del disegno finale, si assemblano insieme cucendole lato con lato con punti nascosti.



Già...ne approfitto per ringraziare la mia maestra che circa 5 anni fa, per merito di una chiacchierata sul patchwork, nella sua libreria, mi ha fatto entrare in questo magico mondo delle pezze....con la sua dolcezza e infinita disponibilità ci ha trasmesso il contagio e il suo sapere sul patchwork. Grazie di cuore Anna!!

giovedì 2 settembre 2010

Finita!


Quasi stento a crederci, ma la coperta del Mystery Quilt è terminata...se non per qualche dettaglio di trapunto...ed è proprio il trapunto che negli ultimi due mesi per me,è stato un vero incubo, quando si quilta tutta la coperta ti rimane addosso e il caldo direi non ha aiutato...ma così ora Elena è contenta, mamma ha mantenuto la promessa, che prima del suo compleanno l'avrei completata..... ora in bella mostra sul suo letto è pronta ad avvolgere i suoi sogni.