mercoledì 15 dicembre 2010

si parla di Vizi

Il gioco dei vizi

Quando ho deciso di aprire un blog, forse nemmeno conoscevo esattamente cosa fosse e soprattutto a cosa potesse servire, spinta come sempre dalla curiosità di conoscere e di sperimentare iniziai quest'avventura....sono entrata un pò in punta di piedi cercando di capire il mondo della blogosfera....navigando quindi tra isole di diversa natura e caratura ho provato ad adottare lo stile del farmi conoscere attraverso ciò che le mie mani producono, conoscere altre persone attraverso la propria creatività, prendere spunti e a volte dare anche consigli...ma quello che mi è stato immediatamente chiaro in seguito, è stata la voglia di confrontarmi, di conoscere altre persone...ecco che un giorno sono approdata su ilcircolovizioso, un'isola diversa (forse anche perchè molte altre sono da esplorare), un luogo dove sembra di entrare con una tazzina di caffè in mano, ti avvicini ascolti l'argomento e di getto ti viene da partecipare...di dire la tua....un luogo dove Poluchina, intrigante padrona di casa..ehmmm dell'isola, ti mette a proprio agio con argomenti che permettono di ascoltarsi...di fermarsi e riflettere.
Si parla di vizi, come dice la Polepole non vuole essere inteso come un modo di farne una scienza pscico-antropo...ecc ecc... ma un gioco in cui si parla di vizi in senso lato, ognuno può partecipare per esprimere qual'è quel vizio al quale non possiamo fare a meno, che quando ci viene proposta l'occasione non possiamo tiraci indietro....per me sono tanti, ancor più se si parla di tavola, di affetti e di coccole ma ce n'è uno che vi sarete resi conto, se arrivati fino a qui a leggere, che prevale....il vizio delle parole....scrivere, leggere e/o parlare....il vizio del comunicare...e attraverso il confronto con altri che cresciamo, impariamo a conoscere noi stessi...per eccellenza questo vizio si scioglie come un bignè in bocca, quando compro un libro nuovo, aprire le prime pagine e sentire il profumo della carta e dell'inchiostro, DNA delle parole.
Cara Poluchina qui subentrerebbe un altro vizio, l'ennesimo, quello dell'olfatto ma questa è un'altra storia...

2 commenti:

  1. Grazie Carmen, non conosco questo sito, andrò a vederlo.
    Mah, non so, la comunicazione si può considerare un vizio? A me sembra una cosa normale, come dici tu è un modo per poter crescere, per migliorare, per conoscere.
    Io non la considererei un vizio, anzi, se non è eccessiva è una gran bella cosa...
    Un bacione, Heidi

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  2. ( E infatti @ Heidi, si parla di vizi in senso lato. Di cose che fanno bene a noi stesse. Non certo di vizi come aspetti negativi... :))

    Che bello Carmen il tuo vizio! Il Vizio della Comunicazione: sì, forse è anche un po' il vizio di tutte noi, blogger e non, di tutte quelle che hanno voglia del confronto, di chi ha bisogno di mettersi in gioco per sentirsi 'bene', di chi ha bisogno delle parole e delle sensazioni che queste danno, quando per esempio sono scritte su un bel libro!

    Anche noi lo abbiamo questo vizio delle parole scritte, lo sai, vero? Il profumo della carta stampata, la sensazione di scoprire un tesoro ogni volta che si apre la prima pagina di un libro nuovo... l'olfatto. E vogliamo anche parlare del tatto? delle diverse qualità della carta che si usa nelle stampe? per esempio, io adoro quella ruvida, dei libri di una volta e non sopporto le pagine patinate delle riviste e di certi libri... ma anche questa è un'altra storia!!! ;))

    Grazie di aver partecipato e a presto!
    polepole

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